L’autenticità

Da bambini siamo straordinariamente creativi. Inventiamo giochi, facciamo domande impossibili, trasformiamo una scatola in un’astronave. Poi, lentamente, impariamo soprattutto a conformarci. Non sempre perché qualcuno ce lo impone, ma perché è più sicuro, più semplice, più accettato.
Iniziamo così a Ripetere idee, opinioni, abitudini, desideri. Ripetiamo il modo di vestirci, di parlare, di lavorare, persino di amare.
Negli anni diventiamo individui adulti con una straordinaria capacità di ripetere. Qualcuno entra nel ruolo alla perfezione qualcun altro pensa di sfuggire al conformismo vestendo i panni della diversità.
Anche essere diversi può trasformarsi nell’ennesimo modello da seguire. Cambia l’uniforme, non cambia il meccanismo.

L’autenticità è un’altra cosa.

Essere autentici non significa fare l’opposto degli altri. Significa fare ciò che nasce davvero dal proprio sentire.

È un atto creativo.

Creatività non è soltanto dipingere un quadro o scrivere una poesia. Creatività è vivere una vita che non sia la copia di quella di qualcun altro.
Ogni essere umano è irripetibile. Eppure passa gran parte della propria esistenza cercando di assomigliare a qualcuno, oppure cercando disperatamente di non assomigliare a nessuno.

Entrambe le strade hanno un problema: il punto di riferimento resta sempre fuori.

L’autenticità, invece, nasce quando il punto di riferimento torna dentro.
Questo spostamento è uno dei compiti che danno senso all’esistenza.
Non accumulare cose.
Non costruire un personaggio.

Ma scoprire chi siamo quando smettiamo di recitare.

Il contrario dell’omologazione quindi non è tanto la diversità quanto la creatività
Ogni volta che scegliamo consapevolmente, invece di reagire automaticamente, smettiamo di essere ripetitori e diventiamo creatori della nostra vita.


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Comments

Una risposta a “L’autenticità”

  1. Avatar Sara
    Sara

    L’autentico è scomodo. Perché i bimbi ancora non hanno sviluppato e interiorizzato il condizionamento della cultura e della morale (Super-io) e quindi manifestano i loro impulsi (Es).
    Forse per essere autentici dovremmo liberarci del Super-io? O forse elaborarlo e amalgamarlo al nostro Es?
    Ma esiste questa distinzione?
    Se esaminassimo una nostra singola giornata vedremmo quante volte siamo davvero stati autentici e in quante invece ci siamo conformati.
    Al di là del mero bilancio: e se fossimo creativi ed autentici solo con una persona? Se davvero riuscissimo a trovare colei o colui con cui essere finalmente noi stessi?
    Ne scaturirebbe una creatività sorprendente, una libertà vera e speciale perché solo una persona la conoscerebbe.
    Usiamola questa tavolozza di colori!

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