La stella alpina cresce in alto.
Ha bisogno di roccia, freddo, silenzio. Non cerca il terreno più facile e non sembra avere alcuna intenzione di farsi trovare. Forse anche per questo, quando la incontri lungo un sentiero, difficilmente passi oltre senza guardarla.
Qualche volta accade qualcosa di simile anche attraverso le parole.
Parli con qualcuno che ancora non conosci davvero. Ne raccogli frammenti, pensieri, qualche racconto. Troppo poco per sapere chi hai davanti e abbastanza, però, per avvertire qualcosa.
Un riconoscimento.
È una sensazione strana, perché non nasce dalla somiglianza. Le vite possono essere lontane, differenti gli strumenti utilizzati per comprenderle, diverse le conclusioni raggiunte.
Eppure riconosci la ricerca.
Riconosci quella strana abitudine di rivolgere lo sguardo dentro prima di cercare risposte fuori. La curiosità verso ciò che si muove sotto la superficie. Il bisogno di comprendere prima di giudicare. La consapevolezza che conoscersi non sia un traguardo raggiunto una volta per tutte, ma un viaggio che continua a spostare il confine.
Quando incontri questo sguardo nelle parole di qualcuno, te ne accorgi.
Forse perché hai passato abbastanza tempo a cercarlo.
Non significa aver trovato una persona speciale. Sarebbe troppo facile, e soprattutto troppo presto. Le parole permettono di intuire, non di conoscere. Possiamo riempire gli spazi vuoti con ciò che desideriamo vedere e chiamare profondità quello che magari era soltanto un’impressione.
Per questo il riconoscimento non dovrebbe diventare aspettativa.
Può rimanere ciò che è.
La sorpresa di aver scorto, dall’altra parte del sentiero, qualcuno che sembra interrogare la vita con la stessa serietà con cui la interroghi tu.
Poi magari le strade si avvicineranno.
Magari no.
Forse un giorno quella persona avrà un volto davanti al nostro, una voce non filtrata da uno schermo, silenzi che nessuna parola scritta può raccontare. E soltanto allora molte intuizioni troveranno conferma oppure cambieranno completamente forma.
Ma qualcosa è già successo.
Per un istante hai alzato gli occhi dal tuo cammino e hai riconosciuto un segno familiare.
Come una stella alpina tra le rocce.
Non la raccogli.
Non ne hai bisogno.
Ti fermi soltanto abbastanza a lungo da guardarla.
E continui il viaggio sapendo che, da qualche parte lungo la montagna, quella ricerca che credevi così difficile da condividere appartiene anche a qualcun altro.


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