QUANDO ANCHE IL PENSIERO DIVENTA MODA

In questo periodo le persone non fanno più in tempo a capire davvero ciò che stanno vivendo.
Un giorno tutti parlano di spiritualità.
Il giorno dopo di politica.
Poi di energia, femminismo, crescita personale, alimentazione, meditazione, successo, libertà.

Diciamo subito che non c’è nulla di sbagliato negli argomenti.
Il problema nasce quando diventano solo mode.

Quando qualcosa diventa moda, rischia di perdere profondità.
Non viene più vissuto.
Viene imitato.

Si iniziano a ripetere frasi senza sentirle davvero.
Si condividono pensieri senza averli mai attraversati.
Si indossano idee come vestiti.

E piano piano sparisce qualcosa di importante: la propria autenticità.

Giorgio Gaber lo aveva raccontato molto bene nei suoi spettacoli.
Diceva che quando una cosa diventa moda, le differenze quasi spariscono.
Il rivoluzionario, il ribelle, l’intellettuale, il contestatore… finiscono spesso per assomigliarsi tutti.

Perché la moda non vuole persone vere.
Vuole persone riconoscibili.

Persone che parlano nello stesso modo.
Che seguono gli stessi slogan.
Che si indignano per le stesse cose.
Che mostrano gli stessi simboli.

E allora anche il pensiero rischia di diventare un prodotto.

Ma la crescita vera è lenta.
Molto lenta.

Chi cambia davvero non cambia da un giorno all’altro.
Non passa continuamente da una verità nuova a un’altra.
Non sente il bisogno di mostrare ogni trasformazione.

Il cambiamento autentico spesso è silenzioso.
A volte invisibile.

È una persona che inizia ad ascoltarsi di più.
Che smette di rincorrere approvazione.
Che si accorge di quante cose faceva solo per sentirsi accettata.

È una persona che toglie.

Toglie le maschere.
Toglie il personaggio.
Toglie i ruoli.

Molte volte passiamo la vita ad aggiungere strati sopra noi stessi.
Moda. Immagine. Etichette. Apparenze.
Fino a non capire più chi siamo senza tutto quello.

La società ci spinge continuamente verso l’esterno.
Compra. Mostra. Appari. Schierati.
Sii qualcosa.

Ma raramente ci chiede:
“Tu come stai davvero?”

Ed è più comodo così.

È più facile seguire il flusso che fermarsi a guardarsi dentro.
Più facile ripetere idee già pronte che costruire un pensiero proprio.
Più facile appartenere a un gruppo che affrontare il silenzio.

Per questo la moda non riguarda solo i vestiti.
Riguarda anche il modo di vivere, di pensare, perfino di sentirsi spirituali.

E forse il Guerriero Silenzioso è proprio questo:
una persona che prova a restare vera in un mondo che continuamente ti spinge a diventare qualcos’altro.

Non perfetta.
Non illuminata.
Solo vera.

E allora poniamoci qualche domanda.

Quante cose che dici senti veramente tue?
Quante invece le hai assorbite dall’ambiente intorno a te?

Sei libero… o solo ben adattato?

Quello che mostri agli altri coincide davvero con ciò che senti?

Quando resti da solo, senza telefono, senza rumore e senza distrazioni… ti riconosci ancora?

E soprattutto:

Se domani sparissero tutte le mode,
cosa rimarrebbe di te?


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