Arianna

Il mito di Arianna è una storia che potrebbe appartenere ai giorni nostri. Molti di voi la conosceranno ma spesso tale conoscenza è limitata alla prima parte, ovvero a quella che termina con l’uscita di Teseo dal labirinto. In realtà il mito prosegue con l’abbandono di Arianna da parte di Teseo sulla spiaggia di Nasso, mentre ella è addormentata, e con l’arrivo del Dio Dioniso che la consola e ne fa la sua sposa annoverandola così tra gli Dei dell’Olimpo.

ARIANNA

Io che non ho corpo adoro il tuo; io che non ho mani né gambe desidero le tue.

Però ti avvolgo, ti sostengo, ti sposto e ti riprendo.

Danzo attorno a te, mi insinuo dentro di te, ti insaporo e ti assaporo.

Prima eri solo mia, nessuna gelosia; mia fanciulla, mia sposa.

Poi sei diventata ossessione: da quando ti innamorasti di quell’uomo che volle sfidare tuo padre e uccidere il Minotauro per salvare innocenti dal sacrificio.

Quale potere sulla tua mente quel giovane suscitò!

I suoi propositi, ai tuoi occhi, erano mossi da un cuore così magnanimo che ti abbandonasti senza resistere. Ti innamorasti di ogni sua parola, dei suoi slanci di ardore rabbioso e coraggioso. Facesti tuoi i suoi ideali, donandoti infinita.

Anche io ti parlavo, continuamente e incessantemente; senza sosta urlavo, avvicinandomi e allontanandomi non smettevo mai di reclamarti. Tu mi guardavi, mi annusavi, mi toccavi ed umida ti compiacevi di me, di toccarmi con tutta la tua pelle.

Ma il tuo pensiero ed il tuo cuore, ahimè, non erano più per me.

Lo aiutasti nell’intento ed escogitasti la strategia per uscire da quel labirinto: reale enigma e immaginaria costruzione.

Lo guardasti addentrarsi, solo, in quei meandri; inciampando e brancolando procedeva nel buio, costantemente intento a non retrocedere, caparbio nel tentativo di raggiungere il suo scopo, di non restare indifferente allo scempio.

E tu in silenzio, impacciata, ansiosa e rosa dai sensi di colpa, aspettavi che ne uscisse, che quel filo che gli avevi dato non si esaurisse, utile per tenerlo ancorato a te, salda e ferma sulla soglia, in attesa della sua salvezza.

Inutili i miei tentativi di distrarti da lui, sia che fossero calmi e tranquilli richiami, sia che fossero energici e fragorosi. Ti osservavo da lontano, ti sentivo oltre l’aria carica del mio desiderio che ormai non annusavi più; sorda alla mia voce che ancora tentava invano di salvarti.

E lui ne uscì e ti illudesti che fosse salvo, lui e te con lui, finalmente liberi dal vincolo mentale di quel sacrificio. Ma era solo l’inizio di un’ulteriore fuga dalla tua terra e dalla tua stirpe, un peregrinare che ti portò lontano, solamente destinato a separarvi.

Io ero sempre lì, ad aspettarti ancora, infinita pazienza, incessante invito.

Ho guidato la vostra imbarcazione, tenendola ferma e sicura.

Sei approdata illusa di un vero inizio, di una vera vita insieme.

Solo i tuoi piedi ho potuto lambire mentre esausta ti sei distesa sulla spiaggia, qui a Nasso, e ti sei addormentata.

Eccoti là, adesso più vicina.

E ti sveglierai, mia Arianna, sola. Lui ti sta abbandonando e non sarò certo io a fermarlo e non sarà il vento a riportarlo da te.

Dormi mia amata Arianna, riposa il tuo bel corpo dal viaggio. Dimentica l’ansia dell’attesa, dell’inseguire chi non vede altro che sé stesso e il proprio obiettivo. Di chi usa e non dona.

Questa tua striscia di sabbia è anche mia e aspetterò finché lui sarà distante e solo allora sfiorerò di nuovo i tuoi piedi, ti sveglierai e mi presenterò a te magnifico, vigoroso, ancora accogliente. Lo stesso e migliore di quando ogni giorno mi cercavi, nuovamente per bagnarti e profumarti.

Ti sveglierai dimenticando di averlo amato, vuota di lui e piena di te, pronta a vedermi come allora, a ricevere il mio abbraccio, disponibile, di nuovo mia speranza.

Non disperare mia Arianna, sarò sposo, sostegno, acqua e pane. Non avrai più bisogno di nessuno perché io sono eterno.

Ascoltati: ora sei sicura di te, non cederai più ai labirinti altrui.

Nessun eroe da seguire e nessuna missione da compiere.

Eccomi!

Arrivo!

Mi senti?

Mi vedi?

Eppure sono immenso…ma tu dove guardi?

Dioniso.

Arianna, questi tuoi occhi li riconosco, è il tuo sguardo, quello che si perde, che ritrova.

Non ti stai chiedendo se egli sia pericoloso o sicuro, vero o falso. Se accoglierlo o respingerlo.

Aperta sei, un’altra volta disposta, curiosa.

E quel Dio, che distrugge chi lo combatte, salverà te che invece lo stai accogliendo.

Ti stai innamorando della sua forza, quella che non si lascia controllare. E lo seguirai perché egli ti porterà dove da sola non saresti mai potuta arrivare.

Non hai più strutture da difendere ed egli non ha dovuto distruggerle ma solo decidere di prenderti con sé.

Lo guardi, ti guarda, tu troppo stanca per resistere, tu già libera per aver paura.

Non hai niente da perdere.

Egli le sue battaglie le ha tutte combattute, uscendone ogni volta vittorioso; ora è equilibrio e solidità.

E si innamorerà, perché niente gli hai chiesto, nulla gli imporrai saprà circondarti perché di vuoti non ne hai.

E mentre sconsolato ti guardo allontanare, ho solo una preghiera da rivolgergli.

So che l’ascolterà e la esaudirà perché sa quanto amore c’è nel lasciarti ancora una volta andare.

Dolce Arianna, il diadema d’oro che ti donerà sarà la tua rivincita: Divina diventerai, Corona Boreale per sempre sarai.

E lassù non apparterrai più a nessuno, contemplerai tutti e soprattutto me, sconfinato Oceano, perpetuo amore.


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