Il Vilucchio: la vita dove meno te l’aspetti


Stavo correndo.
Strada, polvere, rumore. Il solito.
Poi, sul ciglio, li ho visti.
Piccoli fiori a campanella, bianchi con sfumature rosate.
Vilucchi.
Erano lì, uno accanto all’altro.
Puliti. Intatti. In mezzo allo sporco.
Per un attimo ho avuto la sensazione che uscissero direttamente dall’asfalto.
Mi sono fermato.
Avvicinandomi ho visto che le radici c’erano, ancorate a quel
poco terreno, battuto, sporco, inospitale. A loro bastava.

Ci sono piante che hanno un’utilità pratica.
Il Clorofito, ad esempio, ripulisce l’aria, migliora la qualità degli ambienti.
Te ne prendi cura un pò come si fa con un animale domestico.
E’ lì perchè tu hai scelto che ci sia.
Non si è fatta spazio tra mille altre piante in lotta per aggiudicarsi un lembo di terra secca,
ma è stata accolta in un comodo vaso con terriccio di prima scelta.
Non deve sperare nel meteo per bere, per prendere sole
ma è stata posizionata nel posto migliore, con l’esposizione migliore e riceve giornalmente la giusta dose di acqua.

Poi ce ne sono altre.
Crescono nei posti più impensabili, senza chiedere il permesso.
All’apparenza non servono a niente.
Anzi, vengono chiamate infestanti. Quindi, per definizione, qualcosa da togliere.
Eppure, se ti fermi a guardarle davvero, raccontano altro.
Raccontano una forza silenziosa.
Una presenza che insiste.
Nonostante tutto remi contro.
Nonostante il rischio di essere calpestate, strappate, cancellate da un momento all’altro.
Eppure ci sono.

Ci raccontiamo spesso che per stare bene servono condizioni giuste.
Il contesto giusto.
Le persone giuste.
Poi trovi dei fiori così.
E capisci che non è proprio quella la legge.
Perché loro non hanno scelto dove nascere.
Non hanno aspettato che qualcuno sistemasse il terreno.
Sono cresciuti lo stesso.
Puliti, in mezzo alla polvere.
E non erano soli.Erano tanti e vicini, come a farsi forza l’uno con l’altro.
Senza farsi ombra.
Senza invadersi.

Forse è questo che ogni tanto serve ricordarsi.
Non serve un giardino per restare integri.
E non serve una vita perfetta per stare in piedi.
Basta trovare quel poco di terra che ancora regge.
E crescere lì.
Anche quando da fuori sembra asfalto.
Non puliscono l’aria.
Ma puliscono lo sguardo.
E quella ostinazione, così semplice e così testarda,
alla fine nutre anche te.
Non il corpo ma qualcosa di più profondo.
L’anima.


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