Illusionismo

Quando decisi di entrare nei social di incontri lo feci per curiosità e perché ero consapevole di non avere più la spigliatezza e la disinvoltura di ragazza. Allora si andava in discoteca oppure al Piazzale Michelangelo, dove i gruppi di ragazzi e ragazze si incrociavano passeggiando e dove le scuse per attaccare discorso erano infinite.

Anacronistico adesso tornare in discoteca e al Piazzale, impensabile il corso di zumba in palestra.

Assecondando le mie passioni ho tentato con l’Università dell’Età Libera. Libera certo, ma nessuno che potesse essere compatibile con la mia di età e, se anche ci fossero stati, nessuno si è fatto avanti, neppure per iniziare un minimo di conversazione.

Altra passione allora, la montagna. Mi sono iscritta in un gruppo di escursionismo, vuoi che unisca l’utile al dilettevole? Qui mi sono ritrovata a camminare con un gruppo di quasi tutti pensionati che, per carità, bravissime e divertenti persone, socievoli e aperte ma non in linea con ciò che mi aspettassi.

E quindi approdo in quel CIRCO dei social: carico la mia fotografia (quella che penso sia la migliore) e scrivo una breve descrizione di me e di ciò che mi aspetto di trovare in quel carniere.

Appena entrata il sistema mi inonda di richieste di conoscenza, come se io fossi la più bella e attraente mai vista, ed il gioco inizia ad intrigare sempre di più e scorro le fotografie dei pretendenti, inizialmente scegliendoli solo dalla loro immagine. Facile intuire che il medesimo criterio sia adottato anche da loro perché è quasi da subito evidente che nessuno ha minimamente letto ciò che ho scritto di me.

Vado avanti ed il circo apre il tendone e si anima: c’è lo spettacolo dei giocolieri in bicicletta che si mostrano in sella tutti fasciati da tutine dai colori sgargianti; quello degli acrobati motociclisti che con casco, occhiali e giubbotto di pelle si illudono di essere attraenti sui loro bolidi, prolungamento di chi sa che cosa; quello dei trapezisti palestrati e tatuati che, con sguardi ammiccanti e labbra a cuoricino, mostrano quanto sono abili con i gonfiabili; quello dei domatori di canini e gattini, che stringono e baciano, certi di suscitare tenerezza e bontà d’animo. In questo insieme, qua e là, si trovano i selfie davanti allo specchio del bagno dove magari si intravede la seggetta del water, oppure distesi sul letto con sguardo sognante in attesa di chi sa chi oppure davanti allo specchio della camera da letto con ben in vista il luogo dove ti vorrebbero portare.

Ci sono, per carità, anche le fotografie da intellettuali, ben vestiti, con occhiali, seduti in poltrone di pelle con alle spalle librerie. Trampolieri che si fingono pure laureati, subito smascherati dai primi messaggi scritti.

Poi un giorno il flash, in quel guazzabuglio di facce e dopo aver ormai il crampo al dito per aver premuto la “X” di scarto ormai un sacco di volte, e mi fermo su un volto e leggo quello che ha da dire di sé. Ma ha poco peso ciò che scrive perché l’immaginario mi ha catturato e parafrasando Mina “lo devo conoscere assolutamente, sennò mi scoppia la mente e poi non vivo più”.

Gli uomini, si narra, sono di bocca buona per cui è quasi scontato che mi risponda. Ed iniziando il gioco anche io potrei diventare contorsionista o clown come del resto lo potrebbe lui, magari nascondendo la vera anima da domatore di fiere signore e signorine.

Con l’incontro può scatenarsi la tempesta emotiva, il TEMPORALE interno alla mente e al corpo. Il difficile è capire se tutta quella affinità che sento debba essere assestata per rendermi ancor più appetibile, quindi indago come un abile POLIZIOTTO quali possano essere i miei bulloni lenti o disallineati rispetto a quel lui che mi piace tanto e, con l’arte che possiedo, mi armo di CHIAVE INGLESE, cacciavite o martello per aggiustarmi, modificarmi quel tanto o poco per tentare di essere il suo ideale.

Non serve a niente l’esperienza acquisita o l’età matura: l’errore è dietro l’angolo, la maschera prima o poi cadrà.

Capita però che, almeno una volta, quell’affinità sembri essere completa, senza bisogno di aggiustamenti e ti pare di aver incontrato chi ha la maturità di investire e la responsabilità di scegliere.

Nel frattempo gli spettacoli del circo li ho visti tutti, le acrobazie sono sempre le stesse e il domatore si smaschera subito vedendo spuntare il frustino da dietro la tasca dei pantaloni. Molti di quei pretendenti sono attori, di vario livello, e scoraggiata decido di non comprare più il biglietto. Sicuramente anche io sono stata considerata giocoliera e fa parte del rischio del gioco stesso.

Ne vorrei trarre però una morale da questa funambolica esperienza: la nostra difficoltà di relazione deriva dalla scarsa autostima; non importa dove vai e quante persone frequenti perché chi ha valore si distingue e chi ha coraggio ti vorrà conoscere.


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