STORIE QUASI VERE

Quanto deve essere vera una storia per poter dire che è accaduta?

In queste pagine non provate a scoprirlo.

Alcune storie nascono da fatti realmente accaduti, da persone che abbiamo conosciuto, da incontri, coincidenze e pezzi di vita che il tempo non è riuscito a cancellare. Nomi, luoghi, circostanze e personaggi sono stati cambiati, mescolati o reinventati. La memoria ha fatto il resto.

Altre storie hanno un’altra verità.

Prendono spunto da qualcosa che è successo davvero e poi imboccano un’altra strada. Un incontro diventa quello che avrebbe potuto essere. Una scelta viene fatta diversamente. Una porta che nella realtà rimase chiusa, nel racconto viene aperta.

E poi ci sono quelle che, probabilmente, non sono mai accadute.

Ma avrebbero potuto.

Sono nate nella testa di qualcuno, hanno camminato con lui abbastanza a lungo da acquistare un volto, una voce, dei ricordi. Non sono state vissute nel mondo eppure, in qualche strano modo, sono state vissute dentro.

Provate allora a chiedere a uno scrittore se una storia che lo ha fatto ridere, piangere, arrabbiare o restare sveglio una notte intera sia davvero soltanto inventata.

Probabilmente non saprà rispondervi.

Ed è proprio lì che abitano le Storie quasi vere.

Non troverete una morale appesa in fondo a ogni racconto. Non vogliamo dirvi cosa dovete capire. Preferiamo raccontare persone che cadono, si rialzano, sbagliano, incontrano qualcuno, perdono qualcosa, cambiano strada. Persone che qualche volta scoprono un pezzo di luce proprio dove sembrava essercene meno.

Se alla fine rimarrà qualcosa, sarà vostro.

Un pensiero. Una domanda. Un sorriso. La voglia di guardare diversamente una situazione della vostra vita.

Quanto di ciò che avete appena letto sia realmente accaduto, invece, resterà affar nostro.

Del resto, ve lo avevamo detto fin dall’inizio.

Sono storie vere.

Quasi.


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